
Presentazione
L’associazione di volontariato penitenziario Controluce, nasce ufficialmente nel 1993 da un gruppo di volontari attivi nel carcere Don Bosco già dal 1984. Infatti, in quel periodo, quattro volontari che operavano al Ce.I.S. di Pisa chiesero e ottennero l’autorizzazione ad entrare in carcere come “assistenti volontari”. Lo scopo prioritario di quest’iniziativa era effettuare colloqui con i detenuti per favorire un loro eventuale accesso all’interno della comunità Terapeutica del Ce.I.S. Nacque di qui la voglia di confrontarsi e riunirsi, e in seguito di costituirsi in associazione, in modo da rispondere all’emergere di alcuni problemi quali il conferimento di maggiore stabilità ed organizzazione alle varie attività e la creazione di strumenti democratici di confronto e decisione (riunirsi con cadenza bisettimanale, creazione di organi direttivi ecc...). Oltre a ciò, la costituzione dell’associazione è nata anche dalla necessità di porsi in relazione con enti pubblici e figure istituzionali in una veste ufficiale e quindi maggiormente accreditata.
Il nome Controluce racchiude la filosofia ispiratrice dell’associazione, il ribaltamento di prospettiva che gli associati intendono assumere nel rapportarsi all’istituzione carceraria. Con questo nome, infatti, si vuole sottolineare come spesso, mettendo una cosa “contro-luce” si riescano a scoprire dimensioni e realtà del tutto inaspettate.
Le finalità dell’associazione sono quelle di svolgere attività di sostegno, accoglienza e reinserimento sociale a favore dei detenuti, di assistenza alle loro famiglie e di promozione di interventi finalizzati alla sensibilizzazione della comunità esterna nei confronti dell’istituzione carceraria. Le azioni svolte dall’associazione si diversificano quindi secondo i due orientamenti seguiti: attività rivolte all’interno dell’istituto penitenziario, oppure all’esterno, sul territorio. All’interno della Casa Circondariale l’associazione si occupa di tutti i detenuti che ne richiedono l’intervento, offrendo non solo un sostegno morale ma segue negli studi le persone che hanno intrapreso un percorso scolastico e universitario. Inoltre alcune nostre volontarie insieme alla Cappellania del carcere collaborano alla animazione della liturgia.
All’esterno, l’associazione, mediante il Centro d'Ascolto, cerca di seguire i “ragazzi” nel lavoro o negli studi e di creare un clima affettivo di tipo amicale ( anche mediante l'accompagnamento dei detenuti durante i primi permessi premio) cercando di ricostruire insieme a loro dei punti di riferimento dell’esistenza. Oltre al Centro di Ascolto dal 1999 l’associazione gestisce insieme alla Parrocchia di Santa Marta di Pisa una piccola casa d’accoglienza (massimo 3 persone) rivolta a soggetti in regime di semilibertà. Inoltre, le attività che i volontari dell’associazione Controluce svolgono all’esterno, sono mirate a sensibilizzare il territorio nei confronti del mondo carcerario, per far sì che il grande divario esistente tra la società e il carcere possa essere, sia pure in parte, attenuato. Si organizzano infatti corsi di formazione e seminari di studio su vari aspetti della realtà penale e detentiva, incontri con gruppi, associazioni o scuole per creare una mentalità favorevole al reinserimento sociale dei detenuti, insieme alla raccolta di documentazione relativa al carcere e all' attività di supporto ai detenuti (disbrigo di pratiche, contatti con il servizio sociale e monitoraggio sulla corretta applicazione delle leggi.) Nel 1998 l’associazione, insieme all’Arci Nuova Associazione e al movimento “Liberi Liberi”, prende parte alla stesura del progetto del Comune di Pisa “Oltre il muro”. Il progetto nasce dal bisogno di un luogo in cui i detenuti che fruiscono dei permessi premio o nella condizione di ottenere l’affidamento ai servizi sociali, possano essere domiciliati. Ad oggi, continua con tale struttura un dialogo costante che si esplica su progetti comuni nell’ assistenza a singole persone, sul conferimento della “residenza di soccorso” ad alcuni ex detenuti, e sugli accompagnamenti per i permessandi.
I VOLONTARI: Il gruppo dei volontari dell’associazione è composito ed eterogeneo; ne fanno parte studenti, insegnanti e persone che svolgono le più disparate professioni tra cui, ad esempio, un ingegnere e alcuni pensionati. Un nostro socio fa parte della cooperativa sociale di tipo B “Don Bosco” e collabora nell’attività di reinserimento lavorativo per detenuti semiliberi, in affidamento o ex detenuti. Una nostra socia partecipa ai lavori del Consiglio Nazionale del SEAC (l’organismo che raccoglie il volontariato penitenziario in Italia) in rappresentanza della Toscana. Un nostro socio è presidente della conferenza regionale toscana del volontariato penitenziario.
LE RIUNIONI: I volontari dell’associazione si riuniscono periodicamente ogni 15gg per verifiche e programmazione sulle attività svolte. L’associazione partecipa alle riunioni in ambito del volontariato della provincia di Pisa.
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